Lunedì, 27 Aprile 2009 - 23:58


Il marmo torna a essere una materia attuale, cui si accostano artisti che l'esperienza moderna aveva portato verso il bronzo, il metallo, cioè verso un tipo di materia duttile e respondente a una più drammatica visione delle cose. Penso a Giò Pomodoro, allo stesso Marini. Arp o Mirò, Ruzic o Noguchi confermano le disponibilità espressive della sua materia.

Più incline al fascino «purista» di ondulate semplificazioni della forma sull'esempio di Gilioli, Moore, Viani, pur con una scattante tensione dei piani che gli è propria, si trova il lucchese Giannetto Salotti, anch'egli da pochi anni accolto nel clan internazionale dell'Hen­raux.

Il suo lavoro procede verso nuove esperienze formali, ma non perde interesse ad arricchirsi di allusioni visive e umane come questi bozzetti dimostrano.

La scultura si svolge seguendo il proprio ritmo interno, si fa estensione, volume, figura, mentre la forma «gira» coerentemente nel suo spazio, da ogni parte si guardi.

 

Ernesto Borelli
Attività artistica all'Henraux (dicembre 1971)
 
 
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